Gusto e disgusto - The Strange Situation
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Gusto e disgusto

Il disgusto a differenza del gusto, è un’emozione di base, cioè fa parte delle emozioni primarie così come la rabbia, la tristezza, la gioia, la paura e lo stupore.

Il disgusto si è evoluto così come le altre emozioni, proprio per la sua funzione adattiva, cioè provare disgusto durante l’evoluzione, è servito all’uomo per mettersi in salvo da un pericolo e per proteggere la propria salute.

Proviamo a pensare al disgusto relativo ad un cibo non commestibile o velenoso. Se non ci fosse stato il disgusto la specie non sarebbe sopravvissuta.

Al giorno d’oggi, non provare disgusto ci potrebbe mettere in serio pericolo perché saremmo portati ad ingurgitare qualsiasi cosa.

Come funziona?

Nell’istante in cui portiamo alla bocca un alimento o una bevanda, l’odore e il sapore vengono captati da alcuni recettori che si trovano nel cavo orale e che inviano l’informazione al cervello, in particolare ad un’area della corteccia cerebrale chiamata insula, dove viene processata.

L’informazione che il cervello riceve può essere quindi, sia di disgusto che di gusto, di conseguenza il cibo verrà accettato o rigettato a seconda delle nostre preferenze.

Può succedere che un cibo ci sembri disgustoso proprio perché non viene riconosciuto dal nostro cervello, o perché è per noi nuovo. In questa condizione l’alimento, seppur non  potenzialmente pericoloso per la nostra salute, viene riconosciuto dal cervello come tale, poiché non è ancora stato educato a quel particolare cibo. Pensiamo, ad esempio, quando educhiamo un bambino ad un gusto nuovo, come può essere quello delle verdure, all’inizio potrebbero non piacere, ma poi man mano che il cervello impara a conoscere questo nuovo gusto, il bambino si abitua.

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