Perché serve "mettersi nei panni" dei bambini? - The Strange Situation
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Perché serve “mettersi nei panni” dei bambini?

Qui di seguito sono descritti alcuni punti fondamentali utili al fine di ottenere una soddisfacente relazione tra genitori-figli e insegnanti-alunni in età infantile:

  1. considerare il bambino, non solo come elemento a sé stante, ma in continua relazione con gli altri e ponendo particolare attenzione al modo in cui utilizza il corpo per comunicare, ci permette di fare ipotesi sul suo stato emotivo. 
  2. Una volta ipotizzato come potrebbe sentirsi in un determinato momento, quindi soffermandoci a pensare “cosa starà provando?”, ci verrà da agire spontaneamente in modo più empatico.
  3. Di conseguenza al bambino arriverà una risposta affettiva che servirà a placare le sue angosce e a migliorare la relazione col genitore o con l’insegnante.

Ecco quindi che, cambiare prospettiva può aiutarci ad essere più efficaci ed empatici.

Qui di seguito, sono riportate alcune frasi individuate dalla scrittrice F. Nanni, spesso pronunciate da mamme, insegnanti ed educatrici stremate dai comportamenti dei loro figli o dei loro alunni. Aiutandole mamme a cambiare prospettiva e a mettersi nei panni dei loro bambini, le frasi subiscono importanti trasformazioni, a dimostrazione di una maggiore empatia messa in atto.

Mi manca di rispetto –> è arrabbiato con me per un tal motivo”

Lo fa apposta per farmi esplodere –> è assillato da qualche pensiero o emozione e vuole essere rassicurato o contenuto

Fa i capricci –> è angosciato e non sa come venirne fuori

Sa che non deve fare questo, mi vuole sfidare –> ha proprio bisogno di fare questo

Proprio oggi che sto male mi fa impazzire –> sente che non sto bene e non sa come esprimerlo

Mi vuole manipolare e cerca di intenerirmi –> è in difficoltà e cerca il mio conforto

Mettersi “nei panni” dei bambini, provare a sentire ciò che sentono loro e pensare ciò che potrebbero pensare, ci aiuta a essere più efficaci nella relazione con loro.

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